Pomarance

Tra Volterra e Pomarance, in località S. Elisa, c’è questa vecchia casa abbandonata il cui passato, secondo ciò che si racconta, rimane alquanto oscuro e misterioso. L’ultima persona ad abitare qui fu una donna che sul finire della Seconda Guerra Mondiale, decise di impiccarsi ad una trave del solaio. La Casa di Pomarance ha sempre destato curiosità, forse per la triste storia della sua padrona o più semplicemente per il suo inquietante aspetto, è per questo che spesso viene visitata da curiosi o da giovani in cerca di emozioni. Qualche anno fa, un gruppo di ragazzi si è avventurato qui, e uno di loro, mentre si è aggrappato alle inferriate di una finestra per arrampicarsi, ha visto all’interno della stanza due occhi non umani che lo fissavano. Preso dallo spavento è caduto a terra rompendosi un ginocchio. Dopo averlo portato all’ospedale nessuno di quei ragazzi ha più fatto ritorno nella Casa di Pomarance.

Riguardo questa misteriosa villa ci è giunta l’esperienza che segue:

Cara,redazione,(Daltramontoallalba.it)
vi scrivo per raccontarvi ciò che ci è accaduto Sabato 22 Marzo 2003 a Pomarance (PI). Io, la mia ragazza e un altra coppia, sabato pomeriggio eravamo in giro per le campagne limitrofi di Pomarance, visitando vecchi poderi abbandonati, case diroccate e quant’altro. Tutto tranquillo, scherzoso ed allegro… Finchè la mia ragazza che è del posto, ci ha portati a visitare quella che chiamano LA VILLA STREGATA. Per giungere alla casa ci siamo allontanati dal paese di circa 6 km, abbiamo intrapreso una tipica strada di campagna stretta e tortuosa che attraversa vari boschi. Qua e là ogni tanto si avvistavano poderi o agriturismi, ma la maggior parte delle costruzioni incontrate erano abbandonate. La casa si trova in fondo a un viale alberato e sterrato abbastanza nascosto dalla strada “principale”. Il terreno di questo viale in discesa è colmo di buche, sassi anche piuttosto grossi e radici di pino che fuoriescono da terra creando dossi qua e là sulla stradetta sterrata… Poco prima della villa stregata, sulla destra si trova un casottino pieno di scritte vandaliche e pseudo-sataniche ma che non incute assolutamente paura. La visione di questa anteprima non era delle migliori ma ciò non ci ha fermati dal proseguire il viale con la nostra Renault Clio. Giunti davanti alla villa, si nota che la strada fa una piccola circonvallazione ricongiungendosi a se stessa (formando una specie di “cappio”) permettendo il ritorno sul viale senza andare in retromarcia. Appena la villa è apparsa ai nostri occhi abbiamo spento la macchina lasciandola a circa 200 metri dalla casa e siamo scesi per andare ad ammirarla da vicino, perché è veramente bella oltretutto; è difficile spiegarsi come una tale struttura così sfarzosa, in stile Liberty, sia stata abbandonata a se stessa. Io, la mia ragazza e il mio amico (Matteo), presi dalla curiosità ci siamo precipitati all’ingresso di questa misteriosa casa, mentre Sara, la sua ragazza, è voluta restare sulla sua macchina intimorita dall’atmosfera tetra e silenziosa che regna in quella zona… Prima di entrare ci siamo soffermati a leggere le scritte sul portone d’ingresso; a frasi come “Lasciate ogni speranza voi che entrate” o “Chi entra è coraggioso..” non ci siamo suggestionati ed abbiamo varcato la soglia. La prima visione che ci si presenta agli occhi è una stanza molto grande, con le solite scritte sui muri che suscitano più sorrisi che paura. Ci siamo separati per qualche secondo, ognuno in una stanza diversa, quando la mia ragazza ci chiama a gran voce invitandoci a raggiungerla in una piccola stanza quadrata che si trova alla destra dell’entrata. Entrati nella stanza, alla visione di ciò che accoglie, un brivido ci ha percorso la schiena…Dal centro del soffitto pendeva una corda piuttosto spessa che raggiungeva l’altezza della nostra testa (!). Non ci siamo soffermati a constatare che tipo di corda fosse, se fili elettrici o altro perché la scarsa luce nella stanza non ce lo consentiva, ma la nostra attenzione è stata colpita da un altra cosa: un grosso buco nel pavimento (di circa 1.50 m x 80 cm), posto nell’angolo destro della stanza, con degli stretti e bui scalini che conducevano chissà dove, probabilmente allo scantinato. Un buio mai visto, riuscivamo a vedere solamente 2 scalini, il terzo era già inghiottito dalle tenebre. Non ci siamo azzardati a metterci piede e siamo usciti frettolosamente dalla casa. Ci siamo soffermati qualche minuto all’esterno della casa e abbiamo notato un piccolo pozzo alla destra di essa, che ricorda un pò il pozzo del film “The ring”, che io e la mia ragazza abbiamo visto la domenica prima(7giorni…). Subito dopo ci siamo riavviati verso la macchina dove ci attendeva Sara. Matteo si è messo al volante, cercando di arrivare alla circonvallazione di fronte alla villa abbiamo preso un grosso sasso, tutti abbiamo sentito il colpo ma il nostro amico ha continuato la guida apparentemente tranquillo per i seguenti 100 metri, ovvero oltrepassato il “cappio”, sul viale del ritorno, la macchina si blocca…( Cessano le nostre risate e cala un silenzio allarmante. Preoccupati chiediamo a Matteo perché non riesce a farla ripartire e lui si accorge che il cambio delle marce è bloccato. Essendo in salita, ad ogni tentativo di sbloccare il cambio, la macchina indietreggiava.. Voltandoci, scorgiamo poco distante da noi la villa che pareva spiarci… Fino a poco fa non ci suggestionava più di tanto. Sono certo che tutti noi questa volta l’abbiamo guardata con un occhio diverso. Erano circa le 5 di sera, il sole stava x calare, ed intorno a noi solo campi, alberi, campi, campi e campi…Sara preoccupata scoppia a piangere, Matteo fa gesto alla mia ragazza di chiamare qualcuno. Lei ci pensa su un attimo prima di prendere in mano il telefono, lascia trasparire uno strano timore che noi non capiamo… Ciò era dovuto al fatto che, essendo già stata alla villa 2 volte, e sapendo quanto distanti eravamo dal paese, in quel fitto bosco poteva mancare la ricezione dei cellulari. Fosse stato così chi ci avrebbe recuperati lì??! Ma fortunatamente il suo nokia aveva segnale così lei con voce quasi tremante, ha telefonato subito a suo padre descrivendogli la situazione, ma faticosamente illustrandogli la nostra posizione. Io e lei lasciando i nostri amici in macchina, decidiamo di risalire la strada a piedi, cercando il più vicino punto di riferimento o cartello, ma proseguiamo qualche chilometro in salita invano. Nel frattempo cala il buio intorno a noi e l’atmosfera già tetra e preoccupante diventa angosciante e sinistra.. I rumori del bosco ci fanno fermare ad ogni fruscìo, la paura di restare da soli nel buio totale della campagna tutta la notte, e per giunta, con una casa stregata alle spalle, comincia a torturarci. Soltanto adesso che eravamo da soli, la mia ragazza mi confessa che siamo vicini a una zona di ripopolamento lupi, e inoltre mi racconta che erano successi strani eventi anche nelle altre 2 visite che lei aveva fatto alla casa (la 1° volta un suo amico sul viale in motorino mentre stavano andando via cadde e si ruppe un braccio, la 2° volta sempre al ritorno la sua amica perdette le chiavi del motorino) In entrambi i casi comunque il problema fu risolto “alla luce del giorno”, mentre noi eravamo immersi in un buio spettrale… L’ansia sale…Il padre della mia ragazza nel frattempo non riusciva a trovarci perchè non sapeva dove fosse la casa ma dopo un’ora circa, ci sono apparsi 2 fari nel buio e lei ha riconosciuto il rumore dell’Alfa Romeo. Dopo aver tentato di
far sbloccare il cambio della Clio di Sara, il padre della mia lei decide di chiamare un carrozziere, che ci tira fuori entro l’ora dopo trainandoci con la sua macchina. Giunti sulla strada il buon carrozziere nostro salvatore ha chiesto di far guidare la Clio trainata dal padre della mia donna dato che tra tutti era quello più esperto per questo tipo di guida. Così io ho dovuto prendere il volante della sua Alfa 33 SW. Essendo una macchina vecchia era difficile per me neo-patentato saperla guidare, soprattutto in salita e in quelle strade tortuose e buie. Difatti su una ripida salita in curva, tentando di cambiar marcia, la macchina si ferma. Io vengo preso dal panico, dato che nel buio piu pesto, non riuscivo a vedere quanto spazio c’era tra la macchina e il ciglio della strada sotto cui stava un dirupo. Guardando nello specchietto retrovisore vedo i miei occhi… la stessa espressione spaventata di Heater nel film The Blair Witch Project. Dopo qualche tentativo e l’incoraggiamento della mia ragazza riesco a rimettere in moto la macchina e raggiungere gli altri. Mi sento sollevato soltanto quando arriviamo in paese e scendo dal posto di guida. La nostra avventura con la casa finisce qua, di nuovo tra risate e scherzi incuranti del fatto che le strane coincidenze non erano terminate qua… Dopo aver lasciato la Clio in officina andiamo nell’albergo in cui dovevamo alloggiare quella notte e cominciamo a parlare con sollievo dell’accaduto… Tra una battuta e l’altra, giocando tutti e 4 sul letto, un cuscino colpisce un bicchiere di vino rosso posato sul comodino, rovesciandone il contenuto che cola sui cassetti finendo a terra come gocce di sangue. Non diamo peso alla cosa, è logico che siamo suggestionati dal brutto evento cui siamo scampati, così ci avviamo al ristorante per cenare. Dopo aver mangiato, rimasti al tavolino per la sigaretta, Sara nota un quadro astratto completamente nero con un cerchio rosso e decide di fotografarlo. Incredula nota sulla sua macchinetta digitale una forma bianca che nella realtà non c’è sul quadro, mostrando la foto alla mia ragazza essa ci intravede un mezzobusto di una donna come fosse un ritratto nella forma… Ormai reduci da una giornata così Horror smettiamo di far caso a tutte le cose strane che ci accadono CASUALMENTE e frequentemente quel sabato ma fotografiamo tutto il successo per documentare… Non diamo peso al fatto che quel sabato Matteo doveva portare la telecamera anzichè la macchina fotografica di Sara, e penso che stare tra il bosco e la villa con una telecamera in mano a mò di “Blair Witch Project” ci avrebbe terrorizzati ancora di più… Ma soprattutto…Chi avrebbe osato riprendere il tutto e documentare in quel frangente?! Tornati a casa della mia lei, mi ha mostrato 2 foto che aveva scattato nel maggio 2000 davanti alla stessa villa. Siamo rimasti stupiti dal fatto che in queste foto si nota una vegetazione fittissima davanti alla casa, mentre al momento della nostra visita non c’erano piante che ostruivano la visuale nonchè l’ingresso alla casa. Vi spediamo le foto del nostro tranquillo weekend di paura, abbiamo documentato tutto tranne il momento in cui la macchina si è fermata (ovviamente avevamo altri pensieri per la testa

4 commenti su “Pomarance

  1. Ciao Alessandro grazie dell’interesse preima di tutto.
    Ci tengo a dirti che però non siamo andati noi di Misteroufo a visitare la casa
    ma è stato un gruppo di persone appassionate di mistero che poi ha deciso di condividere con noi la loro avventura..scrivendo sul sito e postando le loro foto.
    Per tanto non saprei indicarvi io dove si trova esattamente la casa.
    Posso solo invitarvi se decidiate di visitarela di condividere con noi la vostra esperienza,tramite foto e video che possiamo inserire come aggiornamento su queste pagine…
    Cordiali Saluti Lo Staff.

  2. Buona sera , abbiamo deciso di intraprendere la vostra stessa avventura oggi , vorremo dunque avere dettagli migliori riguardanti la strada da prendere dopo essere arrivati a pomarance

      1. Ciao Ragazzi ci fa piacere ricevere i vostri video riguardanti le vostre avventure…
        Aspettiamo il prossimo video 😉

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