Nome In Codice : Solar Warden.

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Il sospetto che esista una flotta spaziale segreta, il cui nome in codice è Solar Warden, ed è sotto il diretto controllo operativo della Decima flotta (Tenth Fleet) della Marina militare statunitense, è fondato.

Secondo alcuni, Solar Warden ha già stabilito delle basi sulla Luna e su Marte, e si occupa di esplorazione interplanetaria.

La Tenth Fleet è stata riattivata il 29 Gennaio 2010 come U.S. Fleet Cyber Command/U.S. Tenth Fleet, con base a Fort Meade, Maryland. Il suo comandante è il vice ammiraglio Bernard J. McCullough III. Come Fleet Cyber Command, è la componente navale di US Cyber Command.
Come Decima Flotta degli Stati Uniti, il comando fornisce un supporto operativo per i comandanti della Marina in tutto il mondo, supportando l’informazione, computer, guerra elettronica e operazioni spaziali. Oltreciò, il comando ha il controllo operativo sulle informazioni criptate della Marina e sulle forze spaziali.
Inoltre, sembra che il famoso hacker britannico (Gary McKinnon), il quale sta affrontando l’estradizione verso gli Stati Uniti per l’hacking sui computer del governo e delle forze militari, si sia fatto l’idea di una flotta spaziale segreta che utilizzi tecnologie avanzate.

Difatti sembra che l’hacker sia riuscito a scovare dei file classificati della US Space Command (incorporato nel Comando Strategico dal 1 ottobre 2002), in cui ha scoperto una serie di termini militari,quali “trasferimenti flotta-to-flotta” in materia di non-terrestri ufficiali. Egli ha trovato una lista di nomi sotto la dicitura “Non-Terrestrial Officers” e un elenco di nomi di navi. Ma non erano navi della Marina degli Stati Uniti. Quello che ha pensato è che fossero alcuni tipi di navi spaziali, fuori dal pianeta ..L’idea che una flotta spaziale segreta esiste che può intervenire per assistere gli Space Shuttle o la Stazione Spaziale Internazionale è supportato anche dalla testimonianza di un ex dipendente della NASA.

Clark McClelland ha lavorato come operatore di veicoli spaziali per missioni dello Space Shuttle durante il 1989-1992. In una occasione egli sostiene di essere stato testimone dell’esistenza di un astronauta molto alto vicino a quello che sembrava essere un veicolo alato antigravità.

Dal momento che McClelland conosceva tutti gli astronauti del programma Space Shuttle della NASA, ha pensato che quell’astronauta così alto con la la tuta spaziale addosso, altri non era che un extraterrestre!!! Mentre una tal possibilità non può essere esclusa, il veicolo a forma di delta potrebbe invece far parte della Space Fleet collegata all’US Strategic Command degli Stati Uniti.

Ovviamente, tutto ciò sta diventando un tema di attualità molto caldo nelle comunità ufologiche, perché molti trovano difficile credere che l’esercito statunitense stia cooperando con personale civile alieno.

C’è da dire inoltre, che durante una conferenza presso la Lega Navale, alla quale ha partecipato uno studioso di questioni ufologiche che cura un blog specifico sull’argomento, spinto a partecipare più che altro dalla comunità sugli UFO, per rendersi conto in quale misura si è collegati agli alieni, costui è stato interrogato dagli addetti alla sicurezza e messo al corrente della gravità delle informazioni di cui era venuto a conoscenza…

Nel corso del meeting, presieduto dall’ammiraglio Gary Roughead, personaggio importantissimo del Military UFO Working Group, a capo delle operazioni navali statunitensi, l’alto ufficiale ha detto che la Tenth Fleet avrebbe bisogno di ulteriori 40 mila uomini in più. Questo non include i 14.000 stanziati già per la divisione cyber-guerra della Tenth Fleet, che lavorano a Fort Meade.

In conclusione, leggendo tutto questo materiale, le cui fonti provengono in prevalenza da studiosi, militari ed intelligence, si può senz’altro affermare che:

1 – Gli alieni esistono e vivono tra noi.

2 – In parte per questo motivo, ed anche per gli investimenti accumulati negli ultimi 50 anni, la tecnologia a disposizione è molto più avanzata di quanto sia comunemente intesa.

Dulcis in fundo, esisterebbe un black budget, dei fondi neri appositi, al di fuori di quelli stanziati alla luce del sole (o quasi) dal Congresso, creati proprio per affrontare questo problema, la cui provenienza, purtroppo, è sconosciuta… ma che potrebbe racchiudere verità forse troppo sconcertanti, per essere comprese e avvalorate da persone ragionevoli.

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