I tre Fantasmi di Forte Sperone (Genova)

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Il Forte Sperone, in passato il più importante dei forti genovesi, sorge sulla sommità del monte Peralto e domina la città di Genova dal XVI secolo.
All’interno delle sue mura si aggirerebbero alcuni fantasmi: quello di un bruto, di un cane nero e di una pastorella.

La loro storia è antica, tragica e sanguinaria.

Nel VII secolo una giovane e bella pastorella portò il suo gregge a pascolare sui prati del monte Peralto.
Lì si fece ingenuamente attirare in un luogo isolato da un misterioso individuo che scambiò per un cacciatore o un collega pastore: l’uomo infatti era accompagnato da un grosso cane nero.

Una volta soli e appartati l’uomo si rivelò per il bruto che era: picchiò, violentò e uccise la ragazza squarciandole la gola con un morso.
Poi si dileguò nel nulla, sempre accompagnato dal suo fidato animale. Il corpo della pastorella venne trovato tempo dopo, straziato in modo orrendo, da alcuni contadini.

Oltre mille anni dopo, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, nel corso di una seduta spiritica tra le mura di Forte Sperone, un fantasma “dal brutale aspetto” si rivelò ai partecipanti: era il violento assassino, che raccontò di avere da tempo in quei luoghi (gli stessi delle sue malefatte) la sua nuova dimora. Costretto a vagare lì attorno per sempre, non sarebbe solo in questo suo infinito tormento. Gli fanno “compagnia” lo spirito del suo vecchio amico a quattro zampe e il fantasma della ragazza assassinata.

I tre spiriti vengono spesso visti alle prime luci dell’alba, più frequentemente nei periodi invernali.

Un terribile cane, nero come la pece, un omone trasandato e dallo sguardo trucido, una ragazza pallida e vestita di stracci sporchi di sangue, col volto orrendamente sfigirato e la gola squarciata.
A volte girano da soli, a volte in gruppo, tanto che potrebbero essere scambiati per amici o parenti anzichè vittima e carnefici