News & Mistero : La Regina Elisabetta II è la discendente diretta del Profeta Maometto.

Il mondo musulmano è in fibrillazione dopo che un settimanale marocchino, Assahifa Al-Ousbouia, ha pubblicato uno studio secondo il quale la regina Elisabetta II è una discendente diretta del profeta Maometto. Una teoria, lo diciamo subito, non nuova visto che già negli anni 80 se ne era parlato. La novità sta nell’intero albero genealogico che il giornale islamico ha pubblicato scatenando un interessante dibattito.Dibattito che ovviamente è giunto anche a corte dato che il prestigioso Times ha ripreso la notizia citando in causa anche un noto storico del Regno, David Starkey. Lo studioso dice che non ci sono certezze, se non quella che la casa di Windsor ha sicuramente legami con Siviglia.

A Siviglia la congiunzione con l’Islam – Ma perché la città spagnola è così importante? Perché è il legame con il mondo islamico. Facciamo quindi un percorso a ritroso. L’attuale casa regnante discende da Riccardo di Conisburgh, conte di Cambridge e nonno di re Riccardo III, vissuto in Inghilterra tra il XIV e il XV secolo. Il conte di Cambridge era figlio di Isabella di Castiglia, quest’ultima era nata da Pietro “il Crudele”, re di Castiglia e Leon fino al 1369.Ed è proprio da Pietro “il Crudele” che parte il filo rosso verso Maometto. Risalendo l’albero genealogico ricostruito dal giornale marocchino si arriva ad Abu al-Qasim Muhammad ibn Abbad, sovrano musulmano di Siviglia morto nel 1042. E quest’ultimo è indicato come discendente di Hasan ibn Ali, ovvero il nipote di Maometto in quanto figlio di Fatima, la figlia più giovane del Profeta.

Zaida, la ribelle – L’anello di congiunzione tra i monarchi islamici e quelli spagnoli (dato per certo da molti storici) è una donna, Zaida, principessa musulmana vissuta attorno all’anno Mille fuggita da Siviglia per congiungersi (come moglie o amante, non è stato stabilito) con re Alfonso VI di Castiglia. Una discendente della loro prole sarebbe invece diventata moglie di Riccardo di Conisburgh, cioè l’avo di Elisabetta.

Una storia affascinante che potrebbe, se fosse vera, costruire un ponte tra le religioni.