Mistero & Ufologia : I bambini Marziani del Project Pegasus

L’attuale  conoscenza che crediamo di avere dell’universo è destinata a finire all’interno di un buco nero (non quello del water) e da li uscire dall’altro capo del divoratore cosmico con un bagaglio conoscitivo notevolmente migliorato rispetto prima dell’entrata in quell’ipnotico e attrattivo condotto dove lo spazio e il tempo non esiste.
Nell’osservare la singolarità di un nostro ipotetico viaggio virtuale verso il centro di un buco nero, scopriremo che esso è molto più di quell’ingordo mostro spesso rappresentato nella fantascienza hollywoodiana. Il buco nero è una macchina del tempo, un museo cosmico, un distruttore e creatore di mondi nonché il più grande enigma del cosmo sconosciuto .
Andrew D. Basiago non era altro che un avvocato di Washington con una reputazione rispettata quando, all’inizio del 2004, questa sua immagine apparentemente molto apprezzata è stata messa in discussione da alcuni dissacratori che iniziarono a dichiarare apertamente e pubblicamente che, da bambini avevano fatto parte di un programma top-secret gestito dal governo degli Stati Uniti e precisamente dall’Agenzia per la Difesa di Progetti di Ricerca Avanzata (DARPA) che all’epoca stava lavorando sul Progetto Pegasus “.
Basiago afferma di aver lavorato a questo progetto tra gli anni 1968 e il 1972, un periodo in cui gli Stati Uniti intendevano creare una nuova razza di coloni spaziali i quali erano costretti a sottoporsi a innumerevoli esperimenti altamente classificati il cui scopo era quello di teletrasportare degli innocenti fanciulli attraverso le increspature dello spazio-tempo.
In un’intervista del 2012 rilasciata all’Huffington Post, Basiago ha spiegato che il motivo per cui i bambini erano stati utilizzati come cavie, era determinare gli effetti fisici e psichici che avrebbero potuto subire dal devastante salto quantico.
Egli ha affermato che i bambini erano in grado di adattarsi meglio ai forti stress fisici nell’andare avanti e indietro nel tempo. Basiago afferma che il governo statunitense si era avvalso di una tecnologia precedentemente sviluppata da Nikola Tesla, un leggendario pioniere dell’ingegneria meccanica. Piegare il continuum spazio-temporale era teoricamente realizzabile ma solo se si fosse riusciti a sfruttare ciò che Tesla chiamava “energia radiante” generata da uno strano macchinario composto da due bracci ellittici.
Quando i partecipanti al Progetto Pegasus furono sottoposti a una serie di test per determinare  i devastanti effetti provocati dall’energia radiante, si trovarono proiettati all’interno di un tunnel simile a un vortice e questo un attimo prima che riuscissero a raggiungere la loro destinazione finale.
Durante la sua partecipazione al programma, Basiago afferma di essere tornato indietro nel tempo e precisamente nel 19°secolo in quello che una volta era l’indirizzo di Abramo Lincoln, a Gettysbury. Ciò lo portò a concludere che mentre la tecnologia utilizzata per il Progetto Pegasus sembrava ispirarsi a nobili fini scientifici, come il tentativo di costruire una macchina per il teletrasporto, le conseguenze di questi esperimenti avrebbero potuto rappresentare una seria minaccia per il genere umano soprattutto se il governo statunitense avesse deciso  di utilizzarla solo per portare a termine i suoi viaggi nel tempo destinati esclusivamente a personaggi di dubbia moralità .
Basiago era convinto che lo scopo del programma non riguardasse solo la flessione del tempo e dello spazio poiché in qualche modo già avevano avuto modo di accedere all’interno di “realtà alternative e adiacenti linee temporali “.