Scienza : Esperimenti di ibernazione per i viaggi spaziali

Stati Uniti e Russia hanno recentemente firmato un accordo di collaborazione per costruire la stazione spaziale in orbita lunare: sarà il primo passo per l’esplorazione del Sistema Solare, in particolare Marte e altri viaggi di lunga durata.

Andare e tornare dal Pianeta Rosso, restando lì (in orbita o sulla superficie) per sei mesi, impegnerebbe l’equipaggio per un paio di anni. Quando si vorrà andare ancora più lontano, verso Giove e Saturno, o anche oltre, bisognerà considerare tempi molto, molto più lunghi: decine di anni, decine e centinaia di secoli. Ammesso che viaggi del genere siano fattibili, come garantire la sopravvivenza dell’equipaggio per così tanto tempo?

Una strada percorsa da sempre dalla fantascienza è libernazione, adesso riconsiderata anche dalla scienza, dopo le esperienze di crioconservazione.

Di ibernazione si occupano con investimenti ed esperienza due società russe, KosmoTech e KrioRus (che da anni offre servizi di crioconservazione post mortem), che poche settimane fa hanno dato vita al Consortium Space technologiescon l’obiettivo di “investire in sviluppo e implementazione di tecnologie spaziali avanzate”, tra le quali appunto l’ibernazione.

KrioRus sembra avere una notevole esperienza commerciale in crionica: dai documenti disponibili sul sito si deduce che dal 2003-2005 a oggi ha condotto la criopreservazione di 54 tra corpi interi e cervelli (umani), oltre a un incerto numero di cani, uccelli e gatti. Recentemente tra i suoi servizi si è aggiunto quello della criopreservazione perenne del cervello in orbita terrestre, al prezzo di 250.000 dollari (non è chiaro se una tantum e comprensivi o meno del prezzo di lancio).

Naturalmente crioconservazione e ibernazione sono cose ben differenti: la prima si applica ai defunti, la seconda si applicherebbe (condizionale d’obbligo) ai vivi con la certezza di poterli svegliare sani e funzionanti… Purtroppo di ibernazione umana e relativo risveglio, al momento, sappiamo poco o nulla: se non potete aspettare con calma i progressi della scienza per saperne di più, potete sempre ricorrere ai servizi di KrioRus.

Il primo passo di questo progetto consisterà nell’inviare nello spazio contenitori con materiale biologico, umano e di animali, e campioni di singoli organi e DNA, allo scopo di verificare gli effetti delle condizioni di microgravità su parti organiche sottoposte a ibernazione.

In questa fase sperimentale il consorzio si propone anche di sviluppare le tecnologie necessarie alla “riparazione” di eventuali danni agli organismi viventi che dovessero verificarsi nello spazio. Il progetto non definisce con precisione chi si occuperà di lanciare il materiale, ma dovrebbero essere “aziende molto importanti nel settore aerospaziale russo”.


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